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Appartamento Iris

50 mq – Ubicazione: primo piano

Questo superbo fiore perenne e spontaneo deriva il suo nome dal termine greco Iris, che significa arcobaleno. La pianta era già molto apprezzata in antiche civiltà, tra cui quella egizia. Nella mitologia greca l’iris si identificava con Iride, messaggera degli dei e figlia dell’oceanina Elettra, considerata la personificazione dell’arcobaleno. E si credeva che Iride scivolasse proprio sull’arcobaleno per arrivare tra gli uomini. Ed anche lo stemma di Firenze, che è un giglio, pare che originariamente fosse un iris. Le varietà di iris sono molte, ma nel linguaggio dei fiori simboleggia, in generale, la buona notizia, ma anche, a seconda del colore, la speranza e la sapienza.

 

Lo scalone per l’accesso al primo piano è davvero maestoso, per una casa di semplici contadini. E’ rimasto così come fu costruito, in granito, con la balaustra in legno, ristrutturata. Era il cuore del casolare: tutti i componenti della famiglia lo hanno usato, ha visto passi giovani e gioiosi, passi stanchi e malati, passi gravati dalla tristezza o dalla vecchiaia. E la balaustra ha sentito mani aggrapparsi, ha aiutato bambini e anziani, donne e uomini a raggiungere il luogo di riposo o la soffitta. Era consuetudine costruire le case disponendo tutta la zona giorno al piano terra, la zona notte al primo piano e la soffitta transitabile al secondo piano.

Si accede all’appartamento dallo stesso ballatoio da cui si accede all’appartamento Edera.

La zona giorno, ricavata dalla stanza da letto di Guido e di Teresa, in cui nacquero i tre figli e, più tardi, la figlia Luisa dette alla luce la loro prima nipotina Clara, conserva ancora il pavimento con le piastrelle originali ed il soffitto è affrescato, come lo era un tempo. Due finestre danno alla stanza molta luce e l’affaccio sulla campagna circostante garantisce uno spettacolo di quiete assoluta fin dal primo risveglio. La sera, il lampadario d’epoca e le lampade a muro laterali in ferro battuto, creano un’atmosfera suggestiva.

La zona notte era in origine la camera del figlio Dino e, successivamente, degli sposi Dino e Francesca. Qui nacque Graziella, la seconda nipote di Guido e Teresina. La stanza è dotata di letto matrimoniale d’epoca in ferro battuto dipinto in oro, con la testiera e la pediera arricchite da ovali decorati e di due lettini a castello, che poggiano sul pavimento originale a mattoni rossi, in pieno stile rustico toscano, ormai un po’ consumati. Questo tipo di pavimento si trovava anche, all’origine, nella zona giorno dell’appartamento sottostante, che era la grande cucina, e durante l’anno si sporcava parecchio. Richiedeva perciò, ad ogni primavera, un trattamento particolare: prima l’energico lavaggio con scopa di saggina, acqua portata dal pozzo con la brocca di rame e sapone greggio, poi la stesura del rosso sui mattoni, per rinvigorirne il colore e la luminosità. Era uno dei lavori casalinghi più faticosi. Il soffitto affrescato ed il lampadario di cristalli creano un’atmosfera decisamente romantica.

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