Via Tullio Cristiani, 200 Orentano
Castelfranco di Sotto (PI) 56022 Italia

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Appartamenti

Corte Menconi è molto vicino alle principali città Toscane, a 50 minuti da Firenze, 25 minuti da Lucca, 35 Minuti dal centro di Pisa, 30 minuti dal mare della Versilia, Forte dei Marmi e Viareggio. Inoltre vanta un ampio giardino ed alcuni ettari di campagna, con vigneti ed ulivi.

Ogni appartamento ha:

  • Zona notte con camera da letto arredata individualmente rispettando la tradizione Toscana di inizio novecento con vista sul tipico paesaggio circostante.
  • Zona giorno con cucina o angolo cottura completamente attrezzati.
  • Disponibilità di zona pranzo all’aperto, nell’ampio giardino.
  • Bagno privato.
  • WI-FI gratuito.

GLI ANIMALI SONO I BENVENUTI e non viene applicata nessuna maggiorazione.

Ad ogni appartamento è stato assegnato con cura un nome. La nostra scelta ha voluto essere coerente con quanto circonda il casolare, per questo abbiamo optato per nomi botanici, anziché intitolazioni più moderne, le città, i personaggi di film famosi, gli eventi storici più conosciuti. Le pareti di ogni appartamento sono tinteggiate con colori che richiamano il fiore: Margherita color avorio, Iris color celeste, Edera color verde.

Gli appartamenti sono dislocati tra il piano terra ed il primo piano, mentre al secondo piano troviamo la grande soffitta, al momento non ristrutturata.

La soffitta non era utile soltanto per tenerci le cose che non si usavano più, ma era indispensabile per mettere i cannicci con dei frutti sopra ad asciugarsi per la conservazione e anche della paglia a terra, in cui venivano inseriti e lasciati a riposare per parecchio tempo, altri frutti, tipo le “sorbe”, uno dei frutti del passato, che ispirarono il detto toscano “col tempo e con la paglia maturano anche le sorbe”.

Nel ‘900 la soffitta veniva utilizzata anche per l’allevamento del baco da seta, essendo ambiente molto adatto, spazioso, poco luminoso e arieggiato. Si costruivano graticci in legno, a ripiani sovrapposti su cui venivano stesi teli di cotone, ripuliti spesso, coperti di foglie di gelso per alimentare i bachi. La bava del baco formava un lungo filamento continuo di seta, che costituiva il bozzolo. Dopo alcuni stadi di crescita, sarebbe avvenuta la metamorfosi del bruco che si sarebbe trasformato in farfalla, o meglio in falena. Questa era un’attività piuttosto diffusa nelle campagne toscane, ricche di gelsi in fiore a primavera e carichi di more bianche in estate, per arrotondare gli introiti familiari.